5 Film natalizi “tutti-gusti”

Sono molto presa, in questi ultimi giorni. Stanno arrivando buone notizie, riguardo al teatro, e io ho cominciato a montare la scena nuova di cui parlavo nella newsletter precedente. Siamo solo alle primissime prove, ma già si vede quanto è bella e quanto ci siamo dentro. Ho riprovato finalmente gioia, nel vestire di panni di Tamara. Sto continuando a scrivere il nuovo romanzo, e mi sto appassionando alla storia e ai personaggi nati da me ma che, come sempre, poi se ne vanno a giro per i fatti loro. Ultima cosa su cui sto lavorando (ultima, per adesso): la presentazione di “Note di jazz a Rainbow Street” che avevo promesso di fare prima della fine dell’anno. Letture e rinfreschino. Quando e dove ve lo lascio scritto in fondo all’articolo.

Dicevo, sono talmente presa che non mi sono resa del tutto conto di quale periodo dell’anno si sta pericolosamente avvicinando. Poi ho notato l’avanzare inarrestabile di panettoni e pandori verso gli scaffali più in vista del supermercato, un po’ come lo squalo con tanto di musichetta inquietante di sottofondo. Solo che non è la colonna sonora del film “Lo squalo”, che esce dalle casse. No… E’ Mariah Carey…

Ci siamo. È Natale un’altra volta.

Non sono mai stata una grande estimatrice del periodo natalizio, anche se, nel corso degli anni, ho imparato a non odiarlo del tutto. Complice un Natale a Londra, sfavillante sotto le feste, l’ottundimento da cibo delizioso e la visione a qualsiasi ora del giorno e della notte di film colmi di buoni sentimenti e finali lieti. Ci vogliono, ogni tanto, i lieto fine.

Vi lascio i miei cinque film di natale preferiti, sperando facciano ridere e commuovere pure voi. E una menzione speciale. Vi sfido a indovinarla prima di arrivare in fondo, anche se, vi avverto, è di una facilità incredibile.

1- Elf- Un elfo di nome Buddy (John Favreau – 2003)

La vigilia di natale, un bambino finisce per sbaglio al Polo Nord, e viene adottato da un elfo, che lo chiama Buddy. Trent’anni dopo, nonostante alcuni più o meno evidenti indizi, tipo essere alto tre volte tanto rispetto agli altri, a Buddy viene rivelata un’amara e impensabile verità: è un essere umano, e non un elfo. Non solo. Il suo vero padre, è finito nella lista dei cattivi di Babbo Natale. Buddy parte, così, alla volta di New York, per conoscerlo e salvarlo.

Will Ferrell veste i panni dell’elfo/umano dolce, tonto e molto snervante. I suoi pasti a suono di caramelle e sciroppo d’acero, l’amore smisurato per gli addobbi natalizi e il suo modo tutto particolare di piazzare la stella sulla punta dell’albero di natale, metteranno a dura prova i nervi del babbo cattivone, ma gli apriranno anche il cuore. Risate assicurate, spirito natalizio salvato. Io ho pure il maglione, con il faccione di Buddy in primo piano.

2 – Il Grinch (Ron Howard – 2000)

Nel paese di Chinonsò, situato sopra un fiocco di neve, sono tutti presi ed entusiasti per l’arrivo del natale. Tutti fuorché il Grinch, meschino e misantropo pelosone verde, temuto da tutti e contento di ciò. Anche la piccola Cindy Chi Lou comincia ad avere dei dubbi sul significato che i cittadini attribuiscono al Natale, fatto solo di doni, cibo calorico e festeggiamenti. E quando il Grinch le salva la vita, incomincia a incuriosirsi alla sua vita e al suo passato. Perché quel buffo essere peloso odia la festa amata da tutti?

Jim Carrey è il Grinch. Nel senso, non che Jim Carrey interpreta il Grinch. Lo è, il Grinch. Sì, lo so, ho ripetuto tre volte “Grinch” e non si fa, quando si scrive. Ma volevo che comprendeste bene il concetto. Quell’attore è di una bravura spaventosa, e io lo amo, qualsiasi cosa faccia. E in questo film non fa eccezione. Se ancora non lo avete visto, chiedete perdono e rimediate il prima possibile.

3 – Love Actually – L’amore davvero (Richard Curtis – 2003)

Durante il periodo natalizio, in una Londra scintillante (vi ho già detto quanto amo Londra sotto natale, vero?), si intrecciano varie storie d’amore. Vecchie leggende del rock sciroccate, un primo ministro tontolone, uno scrittore cornuto, controfigure del cinema per scene di nudo e altri personaggi assurdi, perdono e trovano l’amore, in modo dolce e, a volte, struggente. Perché “l’amore davvero è dappertutto”.

Allora… Abbiamo Londra sotto natale. E già questo, vi dovrebbe bastare. Una colonna sonora pazzesca, che, anche da sola, merita. E il fior fiore del cinema anglosassone, il meglio sul mercato, dal compianto Alan Rickman alla meravigliosa Emma Thompson. Senza disdegnare, noi non più così giovani donzelle, Colin Firth e Hugh Grant. Ovviamente.

4 – S.O.S. fantasmi (Richard Donner – 1988)

Francis Xavier Cross è un cinico ed egoista direttore di un network televisivo, con l’aspirazione per il successo e una vita vuota e solitaria. Cross punta a raggiungere l’apice della propria carriera allestendo, per la vigilia di Natale, un musical ispirato a “Canto di Natale” di Charles Dickens. Solo che, mentre è tutto preso dai preparativi, è lui che riceve la visita dei tre fantasmi del Natale passato, presente e futuro.

Dopo il successo planetario di “Ghostbuster” (mio secondo film preferito in assoluto, tanto per dirvi), torna l’eclettico Bill Murray nelle vesti di un moderno Ebenezer Scrooge. Un attore talmente bravo, che riesce a farti simpatizzare con un personaggio tanto odioso come Cross. Anche se, nella scena con il fantasma del Natale presente, una fatina svampita interpretata dalla straordinaria Carol Kane, quando lei lo massacra di botte, non possiamo non provare un brivido di piacere.

5 – Nightmare Before Christmas (Henry Selick – 1993)

Nel Paese di Halloween, tutto l’anno ruota intorno ai preparativi della festa del 31 ottobre. La star della città è il re delle zucche, Jack Skeletron, il quale comincia a perdere interesse nello spaventare le persone. Mentre vaga disperato e depresso nel bosco, viene risucchiato nella città del Natale, e s’innamora di quello che appare davanti ai suoi occhi. Desideroso di portare tutto ciò nel Paese di Halloween, ha una brillantissima idea: rapire Babbo Natale, e far organizzare ai suoi concittadini, la prossima festa di Natale. Dire un disastro annunciato vuol dire essere ottimisti.

Quando il film uscì su supporto video, noleggiai il dvd al Blockbuster (sì, sono vecchia), con un cospicuo contorno di gelato Haagen Dazs e pop corn al caramello. Lo inserii nel lettore, e lo vidi la prima volta. E poi la seconda. E poi la terza. Tutte e tre di seguito. Mi è capitato solo un’altra volta, di rivedere un film tre volte di seguito, senza interruzioni. È tutto perfetto, in questa pellicola. E le canzoni cantate da Renato Zero riscaldano il cuore.

Menzione speciale – Una poltrona per due (John Landis – 1983)

Davvero vi devo scrivere due righe di trama? Ok… Le vite di Louis, uno spocchioso e arrogante agente di cambio bianco e quelle di Billy Ray, un senzatetto, ladruncolo e insolente di colore vengono scambiate, attraverso macchinazioni e corruzione, dai due datori di lavoro di Louis. Per cosa? Per una scommessa: cosa rende un uomo un delinquente, la genetica o l’ambiente in cui vive?

Il film di Natale per eccellenza, non tanto per trama e valori, ma per tradizione, visto che sono quasi trent’anni che viene trasmesso la sera della vigilia (anche se è diventato un appuntamento fisso “solo” dal 2012). Non lo reputo “IL” film di Natale, ma lo guardo con piacere ogni anno.

Finita la lista dei miei film di Natale preferiti. Nonostante oggi il termometro segni quattordici gradi e nella mia città non c’è l’ombra di decorazioni per le feste (proprio come a Londra… lasciamo perdere…), ho deciso di cominciare già da adesso a guardarli, indossando il mio maglione di Buddy e sorseggiando cioccolata calda con panna montata. Ho davvero bisogno, di una manciata di lieto fine. Buona visione!

(P.s. La presentazione del romanzo! Vi aspetto domenica 21 dicembre alle ore 16:30 al circolo MCL San Giorgio a San Giorgio a Colonica (PO)! Segnatelo in agenda!)